Tutta la città ne parla, o meglio: si apre. Questo potrebbe essere un buon inizio per introdurre Open House (http://openhouseroma.org/2014/)

la manifestazione annuale che, giunta alla sua terza edizione, in un solo week end (sabato 10 e domenica 11) dischiude gratuitamente le porte sia di edifici interessanti dal punto di vista architettonico e artistico, specialmente moderno e contemporaneo, sia di studi e atelier connessi a questo spirito e a tale mission: mettere al centro dell’attenzione cittadina l’Architettura e il suo vasto mondo connesso e declinato. Il programma è vasto (http://openhouseroma.org/2014/programma): si va dalle visite guidate, effettuate dai progettisti stessi, dagli studenti di architettura delle facoltà di Roma e dai cultori dell’architettura (circa 400 volontari), ai tour pedonali e ciclabili; molti anche gli eventi speciali in calendario: occasione per i cittadini – ma, permetteteci l’inevitabile polemica, anche per i tanti responsabili istituzionali e i politici che dovrebbero “sapere” e “fare” e che non sanno né fanno – di scoprire, rivedere, riconsiderare sotto una luce nuova quel patrimonio urbano, storico-artistico e architettonico della capitale sottovalutato, spesso nascosto, altre lasciato all’indifferenza e al degrado.

L’organizzazione quest’anno ha avuto un finanziamento dal Comune di Roma, oltre che sponsorizzazioni varie ma quasi nessuno dei partecipanti (tra architetti e artisti che hanno aperto studi e proposto iniziative) ha, invece, avuto appoggi economici di alcun genere e in molti lamentano poca assistenza organizzativa. Si può sempre migliorare. Ciò detto – andava fatto! – l’operazione è lodevole e coinvolgente.

 

Tra le proposte, tutte degne di nota, segnaliamo la scena allocata nell’ex Lanificio Luciani in via di Pietralata 159-A: qui, il collettivo mir_architettura presenta il progetto di concorso per la riqualificazione di Torre Tintoretto a Brescia, ripensata ad hoc come un luogo che accolga, ad ogni piano, una quota di spazio comune. Come ci dicono gli architetti Dolci, Da Canal, Bellapadrona, “14 Torri, sorrette da sostegni di acciaio e adattate agli usi più vari, si sviluppano davanti l’edificio per i primi sette piani”. Il loro evento è una mostra ma anche un bel workshop che promuove un’azione in cui lo studio interagirà insieme ai partecipanti, adulti e soprattutto bambini, chiamati a “costruire” una piccola città. Tutto si svolgerà negli spazi comuni dello studio sito al piano terra (entrando, subito a destra, imboccando una piccola porta e percorrendo il corridoio: https://facebook.com/events/741546539231247/).

Nella stessa area ex industriale, zigzagando tra piani e altri open-studio (Nemesi&Partner; Kami etc.), non perdetevi il giro (solo sabato, dalle 14 alle 20) per vedere le opere di tre giovani artisti: Luca Grechi, Diego Miguel Mirabella, Serji, la cui ricerca si palesa attraverso una concettualità rigorosa, un certo lirismo e un “oggetto-opera” che conferma come l’Arte sia anche un avamposto per considerare ogni cosa da punti di vista non omologati.

Non lontano, in via Enrico Stevenson 24 – secondo cortile sotto il portico di destra – ecco l’open di Federici-Catalani (sabato e domenica, dalle 10:00 alle 14:00 e dalle 15:00 alle 19:00), un altro studio di artista e anche architetto: Massimo Catalani massimocatalani.com; qui il piacere estetico e lirico che trarrete di fronte ai suoi quadri, fatti di sabbie e colori impastati a costruire figurazione pittorica, si accorda benissimo all’edificio che le accoglie: uno dei più begli esempi di architettura economica del ‘900, realizzato da Mario de Renzi nel 1933.

In zona c’è la magnifica Villa Torlonia, esempio di Neoclassicismo ma soprattutto di quel tardo-Liberty italiano denominato eclettico: qui Paolo Alberti ci conduce in una passeggiata nel parco dove presenze architettonico-artistiche differenti convivono in un unico, complesso spettacolo nel quale natura e artificio sono entrambi protagonisti tra leggenda e realtà (sabato dalle 10:00 alle 12:00: promosso dal Comitato “quelli che…il Parco”, quellicheilparco.it).

Saltando da un quartiere all’altro giungiamo nel magnifico, sontuoso Palazzo Barberini, sito architettonico di pregio, tra Maderno, Bernini e Borromini, che accoglie uno dei più bei Musei italiani, con opere d’arte inestimabili (tra le quali la famosa “Fornarina” di Raffaello). Qui, una visita guidata da Adriano Caputo e da Paolo Di Pasquale racconta i quadri, le sculture e soprattutto la luce che Studioillumina ha riportato a palazzo e che si manifesta in tutto il suo lucente splendore – naturale, artificiale e pittorico – nella volta barocca di Pietro da Cortona.

Ultima segnalazione, la mostra nei sotterranei di Isola Gallery (Piazza San Bartolomeo all’Isola Tiberina, civico 20, su strada), luogo unico e suggestivo che era abbandonato da decenni, circondato dall’acqua e nell’acqua immerso, che Salvatore Savoca e Giovanni Minio hanno re-inventato e adibito a spazio polifunzionale. Qui Claudio Andreoli ha costruito il suo popolo di metallici, stilizzati personaggi a metà tra bidimensionalità, scultura e design e che, accompagnati dal testo critico di Roberta Giulieni, si potranno guardare, toccare e scegliere nei colori della gamma pantone, sia sabato che domenica dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 20:00.

Per Info e Prenotazioni generali: [email protected]; tel.: 06 45563543; Open City Roma – Via G. Peroni 452, 00131 Roma – Laura Vecchio PR & Publicity E [email protected] E [email protected] T +39 06 45563543 M +39 349 5461157

Buon fine settimana ad arte e ad Architettura!

Barbara Martusciello

 

 

Claudio Andreoli S-Culpture (S-Cultura) a Isola Gallery Roma panoramica di una sala sotterranea di Isola Gallery Roma Claudio Andreoli, particolare di un suo omino

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