L’Arte per le Elezioni Europee inventa affissioni-blitz
Iginio de Luca (http://iginiodeluca.com) è un artista assai particolare, un pirata dell’Arte dato che da tempo si espone attraverso blitz tra il serio e il faceto e che hanno come campo d’azione la città, i suoi governanti, i meccanismi che regolano molti degli assetti istituzionali e sociali. Con un panino gigante donato al Sindaco di Roma (allora era Alemanno) una volta, un’altra con scritte luminose verso il Vaticano; stavolta con un’affissione-lampo.
La Roma assediata da tremendi cartelloni pubblicitari, invasivi, spesso abusivi, onnipresenti tanto da deturpare lo skyline di una Capitale dove non si è mai liberi dai “consigli per gli acquisti”, accoglie una nuova affissione stavolta gradita, da applauso. Cercate queste opere/azioni in giro nelle strade: in Viale delle Belle Arti, in area Testaccio etc.: noterete che hanno come protagonisti grandissimi artisti (del passato e contemporanei) dei quali Iginio ha selezionato alcune opere note inserendone l’immagine che campeggia al centro del manifesto con sotto la scritta esortativa: “Vota…”. Così, ecco Paolo Uccello che è candidato – “a sua insaputa” (il fiorentino è morto il 10 dicembre 1475) –, si suppone, come Europarlamentare; è in buona compagnia: con Pino Pascali, Piero Manzoni, Lucio Fontana e Maurizio Cattelan. “VOTA Pino Pascali”, è lo slogan prescelto; o, anche “VOTA Lucio Fontana”, “VOTA Ketty La Rocca”, “VOTA Maurizio Cattelan” e così via.
In un Paese che non considera importanti il Sapere, le Arti, la fantasia e la creatività e nel quale ministri della Repubblica hanno osato dire in pubblico che “con la cultura non si mangia”, Iginio indica un’altra possibilità riportando al centro del dibattito – anche politico – proprio la grande assente, o i grandi assenti: gli artisti. Non che questi si siano sottratti all’agone politico; sono, piuttosto, i programmi istituzionali ad averli relegati ai margini. Così, Iginio affigge la sua campagna artistica inconsueta, provocatoria ma con brio, come sempre fa ogni volta che si espone in prima persona; ci dice che forse dovrebbe esserci più Arte anche in Europa, oltre che nei partiti. I cittadini che si trovano a viaggiare e camminare in questi giorni a Roma incontreranno, quindi, veri manifesti e manifesti fittizi, costruiti ad hoc dall’artista che sembra dire a tutti: ehi, Picasso non aveva torto. Infatti, il grande spagnolo sosteneva: “La pittura non è fatta per decorare gli appartamenti. È uno strumento di guerra offensiva e difensiva contro il nemico”, e se sostituiamo a “pittura” la parola “Arte” nell’accezione più generale, il senso non cambia. Il nemico nemmeno: prima di tutto l’ignoranza, il preconcetto, la crassa supponenza di una classe politica che non è sempre meglio dei suoi elettori e che ha dimenticato la Cultura (come diceva attraverso altri manifesti d’arte con carattere politico il cileno Alfredo Jaar – http://alfredojaar.net/), la voglia di progettare e di sognare ma anche di rifare mondi a misura di essere umano.
Buona Arte (e buona politica) a tutti!
Barbara Martusciello
Barbara Martusciello _ artapartofculture.net





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