Roma Suona si occupa di musica e quindi di arte, abbiamo fondato questo sito con l’idea di dare vita, voce e visibilità alla musica della nostra città.
Ci costa fatica e anche soldi, ma lo facciamo con grande passione e piacere, però quando leggiamo notizie di questa portata non possiamo non commentarle con davvero tanta, ma tanta amarezza.
In effetti il titolo di questo articolo potrebbe sembrare una battuta, o una di quelle notizie false tanto per fare scalpore, una notizia che fa tornare alla mente il film “Totò Truffa”, dove Totò vendeva Fontana di Trevi all’americano sprovveduto.
La storia comunque rispecchia più o meno la scenetta del grande Antonio De Curtis, ma in realtà la storia è più vera di quanto si possa pensare.
Siamo al Colosseo, il più famoso ritrovamento archeologico del mondo, il più grande anfiteatro della terra, costruito nel 72 d.c. inserito nel 1980 nella lista dei Patrimoni dell’umanità dall’UNESCO, ogni giorno migliaia di turisti fanno la fila per visitarlo, il biglietto per visitare questa meraviglia del mondo costa solo 15 euro, andare al cinema ne costa più o meno 10 €, per vedere la Torre Eiffel (inaugurata nel 1889) ci vogliono 15 euro, per vedere una partita di calcio si parte da 30 euro.
Ma cosa c’entra Berlusconi con il Colosseo? presto detto; chi gestisce la biglietteria del Colosseo non è il Comune di Roma come qualcuno potrebbe giustamente pensare, ma è una società che si chiama Electa il cui amministratore delegato è Marina Berlusconi, figlia di Silvio, questa “società editrice” è in realtà una “controllata” del Gruppo Mondadori di proprietà di Silvio Berlusconi, ma c’è di più.
Il biglietto per visitare il Colosseo costa 15 €, la cosa ovvia sarebbe che l’intero importo, che ogni anno si aggira sui sessanta milioni di euro, entrasse nelle sgangherate casse del Comune di Roma, e invece non è così perchè di questi sessanta milioni di euro al nostro scalcinato Comune di Roma va poco più del 15 % mentre il resto va tutto nelle casse della Electa, cioè al Gruppo Mondadori, cioè in tasca a Silvio Berlusconi.
Qualcuno a questo punto si chiederà per quale oscuro motivo il comune di Roma da oltre dieci anni butta 50 milioni di euro? non esiste risposta per quanto paradossale la si potrebbe pensare. Eppure siamo pieni di debiti, eppure il Colosseo è mio, tuo, nostro insomma, e invece no, il Colosseo è per il settanta per cento di Silvio Berlusconi.
Perchè tutto questo? porsi una domanda del genere è del tutto legittimo? no per niente, perchè se fossimo un paese “normale” un contratto tagliola come questo non lo avrebbe firmato neanche un matto, e credetemi che non esiste giustificazione che tenga perchè qui parliamo di un contratto assurdo quanto pazzesco, perchè qui non parliamo solo del semplice biglietto, qui parliamo anche di tutta quella montagna di pubblicazioni di cui la Mondadori detiene i diritti, parliamo di tutti i cataloghi che stampa e che fruttano altro che sessanta milioni di euro, ma al comune in tasca dal ricavato di questi cataloghi va qualche lira? pardon…euro? probabilmente no, ma scavando scavando di contratti come questo il comune di Roma pare ne abbia firmati parecchi nel corso degli anni.
a Settembre Roma Suona pubblicherà un breve documento che spiega come e dove si possono trovare due miliardi di euro l’anno, a Roma e per Roma proprio grazie alle nostre eccellenze e ai monumenti che si trovano nella nostra meravigliosa città, che è la più bella del mondo.
Ora ci si è messa la magistratura ad indagare.
http://youtu.be/TtawyNlEhAQ



