Ero curioso di vedere i Blues Pills di cui si parla un gran bene, hanno suonato venerdì sera sullo stesso palco aprendo il concerto di Nick Turner,

purtroppo giunto in ritardo sono riuscito a sentire solo gli ultimi tre minuti di set, quindi impossibile da recensire.

Finito il concerto la band franco inglese svedese si è unita alle non più di trenta persone presenti, per godersi il sassofonista dei leggendari Hawkwind.

Formazione classica, basso-batteria-chitarra, e poi lui, voce e Sax.

Lontani però sono i fasti di un tempo, il sassofono pesa come un macigno, la voce incerta e monocorde, gli assolo di sax quantomeno strampalati, prevedibili e del tutto ininfluenti, il set risulta terribile nonostante i tre giovinotti che accompagnano Nick Turner si spezzino la schiena per riuscire a tenere alta la tensione, ma nonostante gli ottimi “solo” di chitarra, nonostante pestino sugli strumenti come degli assatanati non c’è speranza, Nick non ce la fa, non riesce a far decollare il concerto.

Musicalmente appesantito, stanco e con pochissima voglia di fare un ultimo scatto di reni per raddrizzare il set , lascia l’amaro in bocca. peccato perchè vederlo in quelle condizione, fa venire un groppo alla gola al solo pensarlo un milione di anni fa devastare i palchi di mezzo mondo con la sua band.

Altro discorso il giorno dopo alla casa del Jazz dove i Brönsøn hanno dato il fritto e anche di più, carichi a pallettoni, hanno raso al suolo il palco.

Granitici, spietati e precisi come un pendolo svizzero, sezione ritmica bestiale, chitarra pronta e scattante, Lara Martelli si agita come una tarantolata, ottima timbrica, perfetta presenza scenica, buone le canzoni anche se ci metterei qualche controcanto per dare più incisività alle canzoni. Determinati a far bene vincono e convincono.

bronson2 Nick Turner Blues-Pill

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